Eiva Flowform
FLOW FORM DI JOHN WILKES

Quanto influisce la qualità dell’acqua sui processi germinativi e di crescita degli organismi viventi?

Può la qualità dell’acqua trasformarsi da un ritmo caotico ad uno spettro ordinato di ritmi? può essere modificata o influenzata in modo positivo?

Queste e molte altre domande simili sollecitarono la ormai cinquantennale ricerca dello artista/scienziato inglese John Wilkes, scopritore del metodo “Flowform”.

Nella sua attività di indagine sulle qualità “sensibili” dell’acqua iniziata già negli anni ’50, prima in collaborazione con famosi scienziati come Theodor Schwenk, George Adams, poi con il suo gruppo di ricercatori, riuscì a leggere e comprendere il complesso rapporto esistente tra il ritmo presente nell’acqua ovvero la sua forma, il suo movimento e le sue qualità organiche.

Con una lenta e paziente osservazione, studiò le complesse leggi del movimento dell’acqua cercando quella forma ideale di vasca, di fontana ecc, che, modellata in armonia con le forme archetipiche dell’acqua, potesse rivitalizzarla, rigenerarla, dinamizzarne le sue qualità vitali ovvero la sua capacità di produrre e sostenere la vita in tutti gli organismi viventi.

Con una costante attività di produzione di prototipi di recipienti scolpiti con forme artistiche, Wilkes giunse alla realizzazione e poi produzione delle Flowforms: vasche prodotte prima in ceramica poi in cemento, che poste in sequenza una dietro l’altra in numero variabile, 5, 7 anche 12 o più organizzano un movimento ritmico al fluire dell’acqua tale da migliorarne le caratteristiche fisiche e organiche in generale.
In altre parole le Flowforms funzionano non solo come depuratori delle sostanze chimico-fisiche, ma come rigeneratori delle forze che plasmano la vita degli organismi.

A partire dagli anni ’80 in cui Wilkes sperimenta, con ottimi risultati, le sue Flowforms nell’impianto di fitodepurazione del villaggio di Jarna in Svezia (300-400 abitanti) fino ad oggi sono stati realizzati migliaia di impianti di depurazione e rivitalizzazione dell’acqua in tutto il mondo.
Frattanto le ricerche spinsero la realizzazione di Flowforms con altre forme sempre più innovative e con materiali più moderni come la vetroresina, il vetro. Vennero sperimentate, sempre con risultati soddisfacenti, anche nei processi di fabbricazione alimentare (birra, vino), ma anche per ridurre gli impatti elettromagnetici prodotti dalle turbine per la produzione di energia elettrica.
Le Flowforms sono inoltre famose per la loro qualità estetico-plastica: sono collocate anche per la loro notevole presenza scultorea in moltissime case d’abitazione, ristoranti, musei, scuole, centri culturali, ma anche uffici, opifici, parchi giardini ecc.ecc.

I bambini, in genere riescono, come per incanto, ad instaurare con le Flowforms un intimo rapporto di gioco e di scoperta, di curiosità e di stimolo alla percezione ed alla manipolazione che il più delle volte trascina anche gli adulti.

ALBERTO CAVANNA